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OMNITEL ED IL COMUNE DI CATANIA INSIEME PER REALIZZARE
in collaborazione con l'università di Catania e Wavetek Wandel Goltermann

 

OMNITEL ED IL COMUNE DI CATANIA INSIEME PER REALIZZARE
in collaborazione con l'università di Catania e Wavetek Wandel
Goltermann


Il Comune di Catania insieme con Omnitel hanno sviluppato il primo progetto mondiale di monitoraggio permanente dei campi elettromagnetici denominato Cassiopea;


l'obiettivo è quello di attivare un servizio semplice, affidabile, in grado di acquisire ed elaborare un insieme di dati comprensibili dalla cittadinanza, e di fornire ai cittadini una maggiore informazione grazie all'apporto dei mass media; attraverso tali rilevazioni, infatti, potrà essere verificata l'uniformità alla normativa nazionale vigente dei livelli di campo elettromagnetico presenti nell'area urbana;

Il sistema, attivo entro il prossimo aprile, consiste nell'istallazione di circa 15 centraline di monitoraggio dei campi elettromagnetici in prossimità di luoghi ad alto transito e all'interno di edifici pubblici e privati dove si possano verificare prolungate permanenze. I dati rilevati dai siti di monitoraggio, in funzione 24 ore su 24, verranno quindi inviati attraverso la tecnologia GSM, ad un server gestito dal Comune di Catania che, a sua volta li renderà pubblici tramite i canali di informazione verso la cittadinanza (internet. stampa. televideo, etc);

L'Università degli Studi di Catania si è impegnata a collaborare continuativamente con l'Amministrazione comunale e con Onmitel alla sperimentazione ed allo sviluppo del progetto delineando i criteri per l'installazione delle strutture.

Il Comune di Catania con la sua fitta rete di informazione e di comunicazione tra la municipalità ed i cittadini si presenta nella condizione ideale per dare visibilità a tutte le possibili elaborazioni e sinergie conseguenti alla realizzazione di un progetto cosi innovativo  , ha accolto l'invito di Omnitel a mettere a disposizione il proprio know how e l'esperienza acquisita negli anni al fine di integrare, sviluppare il progetto e favorirne la realizzazione. 

L'obiettivo del Progetto Cassiopea è quello di fornire un database scientificamente valido sui livelli di esposizione, da parte della popolazione, ai campi elettromagnetici, per rispondere alla costante richiesta di informazione da parte dei cittadini e per costruire una base di confronto finalizzata alla corretta valutazione delle problematiche derivanti dalle emissioni radioelettriche.

 

Radiazioni ionizzanti

Le radiazioni ionizzanti invece interessano la regione ad altissima frequenza dello spettro e, nel caso in cui abbiano potenze elevate, possono causare modifiche a livello molecolare. Si tratta delle radiazioni ultraviolette, dei raggi x e gamma, che sono infatti utilizzati in medicina per le radiografie solo quando strettamente necessario e secondo particolari procedure.

LA RETE CELLULARE

Una rete cellulare è costituita da un complesso insieme di elementi ognuno dei quali deve poter essere in grado di dialogare con gli altri; la sua struttura geometrica di base è riconducibile a quella delle celle che costituiscono un alveare. Essa è progettata per fornire il servizio a un elevato numero di clienti sfruttando in modo efficiente ("riuso") le limitate frequenze a disposizione.
Gli elementi fondamentali che la costituiscono sono i telefono e la stazione radio base che è il mezzo di collegamento verso la rete telefonica fissa o verso un altro telefono cellulare.
Ogni stazione radio base serve una porzione limitata di territorio, la cella, e ha un gruppo di antenne trasmittenti e riceventi, posizionate ad un'altezza che va da 15 a 30 mt rispetto al suolo.
Ma come si risponde all'esigenza di soddisfare un numero sempre maggiore di utilizzatori?
Aumentando il numero sul territorio delle stazioni radio base, il che significa ridurre sempre di più la dimensione delle celle. A tal fine e per ridurre al minimo la sovrapposizione di segnali tra celle adiacenti, e quindi il rischio di interferenze, la potenza di trasmissione della stazioni radio base, o più semplicemente il livello di segnale da lei emesso, viene ridotto al minimo. Quindi l'intensificarsi delle stazioni radio base conduce a una riduzione del livello di emissione di ogni singola antenna.

La normativa

    Le conoscenze acquisite dalla comunità scientifica, grazie a numerose ricerche condotte negli ultimi decenni, hanno consentito l'emanazione, da parte di organismi tecnici, nazionali ed internazionali, di standard di sicurezza riportanti i limiti di esposizione al campo elettrico e magnetico.
    Dal 2 gennaio 2000 è entrato in vigore il Decreto Interministeriale (Ambiente, Sanità, Comunicazioni) n. 381 del 10 settembre 1998, che fissa i limiti di esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici generati da antenne e ripetitori per telefonia mobile ed emittenza televisiva, nell'intervallo di frequenze comprese tra 100 KHz e 300 GHz .
    Esso stabilisce, per la prima volta, una regolamentazione nazionale superando le precedenti regionali, il cui limite di 20 V/m (1 W/m ² ) nelle bande di frequenza del sistema GSM 900 e GSM 1800 è fortemente più cautelativo dei 42 V/m (4,65 W/m ² ) stabiliti recentemente l'8 giugno 1999 dalla Comunità Europea.

In linea con questo approccio estremamente cautelativo, il decreto introduce un ulteriore obiettivo di qualità fissando il limite di 6 V/m (0,1 W/m²) in corrispondenza dei punti, negli edifici, in cui la permanenza continuativa delle persone supera le 4 ore.

E' importante sottolineare che i limiti riportati nelle normativa di protezione sanitaria derivano sempre da un'analisi attenta della bibliografia esistente e dall'introduzione di molti fattori di sicurezza. Infatti i livelli di campo, ai quali è consentita l'esposizione della popolazione, risultano essere 7 volte inferiori al valore al di sotto del quale gli enti di studio internazionali non hanno mai riscontrato effetti nocivi alla salute documentati in modo scientifico.

La tabella riassume i limiti massimi di esposizione stabiliti dalle normative, nazionali ed internazionali, per i campi elettromagnetici.
Le soluzioni tecnologiche rispettano pienamente i valori stabiliti dalla normativa; i livelli di esposizione della popolazione alle onde radio prodotti dalle stazioni radio base sono infatti molto più bassi di tali limiti al punto da poter essere considerati trascurabili.
Ovviamente nelle immediate vicinanze dell'antenna stessa i valori di campo aumentano a seconda delle sue caratteristiche di emissione. Per questo motivo intorno all'antenna viene sempre definita un'area, detta zona di rispetto, che può essere rappresentata in maniera schematica con un parallelepipedo le cui dimensioni sono dell'ordine dei pochi metri. All'interno di tale zona viene impedito l'accesso della popolazione, mentre al di fuori di essa si è sicuramente in condizione di pieno rispetto della normativa.
Essendo quindi le dimensioni di tale zona molto ridotte, anche nel caso in cui l'antenna sia sul tetto di un'abitazione, il campo a cui si è esposti all'interno (in caso di condominio anche l'appartamento dell'ultimo piano) e nelle abitazioni vicine è sicuramente molto inferiore al limite di sicurezza. Questo anche a causa del fatto che l'intensità di campo decresce molto rapidamente allontanandosi dall'antenna.

Da molti anni, di pari passo con l'evoluzione della tecnologia, il dibattito sui campi elettromagnetici, su come impattano sulla vita quotidiana si è fatto sempre più acceso. Ricercatori a livello italiano, europeo ed internazionale conducono studi per individuarne eventuali effetti. Le conoscenze attuali peraltro non consentono di tornire conclusioni definitive. Si è osservata, per quello che riguarda le basse frequenze (a 50 Hz), una possibile ma non provata correlazione tra esposizione della popolazione ed insorgenza di patologie; per quanto concerne invece le frequenze che comprendono la telefonia mobile, non esiste alcun dato scientifico in grado di stabilire una correlazione tra esposizione ed eventuali danni.
L'OMS, a seguito di un'accurata analisi del lavoro di ricerca e dei risultati finora ottenuti, afferma che "non ci sono effetti scientificamente confermati per l'esposizione a campi elettromagnetici come quelli osservabili nelle vicinanze delle stazioni radio base".
In Italia il "Centro Interuniversitario per lo Studio delle Interazioni tra Campi Elettromagnetici e Biosistemi" (ICEMB) ha recentemente pubblicato una lettera aperta, firmata da 78 studiosi e ricercatori italiani da cui emerge che nel nostro paese vige una regolamentazione che tutela la salute pubblica in modo estremamente restrittivo.
E'  importante sottolineare che è dovere e interesse della comunità procedere, unitamente all'evoluzione della tecnologia, all'individuazione degli effetti che essa produce.
Continuare a studiare non è quindi necessariamente sintomo di preoccupazione, ma garanzia di massima validità scientifica delle norme attuali e future.

 

VALIDITA' TERRITORIALE INTERNAZIONALE AMERICANA EUROPEA ITALANA
NORMA IRPA (ora ICNRP 1988) ANSI-IEEE C95, 1999 Edition Raccomandazione europea 1999 DECRETO n.381 10.9.98
VALORI LIMITE A 900 Mhz        
Campo elettrico (V/m) 42 48 42 20* (1 )
Densità potenza (W/m2) 4,65 6,2 4,65 1**

(1) Si dovrebbe chiarire a scanso di equivoci, che tale valore massimo, deve intendersi riferito ai limiti di esposizione e comunque dove lo stazionamento di esseri umani non superi le 4 ore giornaliere. Mentre per quanto riguarda l’interno di edifici adibiti a permanenze non inferiori a 4 ore giornaliere e loro pertinenze esterne, quali balconi, terrazzi e cortili esclusi lastrici solari, i valori limiti in Italia sono di 6 V/m.

 

 

 

 

 

 

 

 

Unità di misura

  •   Hertz : indica la frequenza, cioè il numero di oscillazioni, che il campo elettromagnetico compie in un secondo;
     si indica con Hz
  • Volt/metro : indica il potenziale della componente elettrica del campo, espresso in funzione dell'unità di lunghezza;
     si indica con V/m
  •   Watt : esprime la potenza, cioè l'energia erogata al secondo;
     si indica con la lettera W
  •  Watt/m² : esprime la densità superficiale di potenza;
     si indica con W/m ² .

 

I Regolamenti.

REGOLAMENTO RECANTE NORME PER IL CONTROLLO DELLE ATTIVITÀ CHE
PRODUCONO INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO
Testo definitivo approvato dal Commissario Straordinario con
deliberazione n. 65 del 22.5.2000 e vistato da CO.RE.CO nella seduta
del 21.06.2006 al n. 4487 Scarica, in formato compresso (zip)il regolamento

 

 

 

 

 

 


Il Comune di Catania e l'ARPA Sicilia (Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente) hanno avviato la sperimentazione prevista dal progetto nazionale di monitoraggio dei campi elettromagnetici avente come obbiettivo l'individuazione della metodologia per la costituzione di una rete di monitoraggio in continuo

  

Per ogni comunicazione o richiesta di chiarimento non esitare a contattarci; ecco i nostri recapiti:
Uffico "Inquinamento Elettromagnetico "Via Pulvirenti, 4, Catania

Telefonotel. 095 742 2764

faxfax 095 7151875 - 095 326361

e-mail: achille.parisi@comune.catania.it

Orario di ricevimento dell'Ufficio : il martedì ed il giovedì, dalle ore 9.00 alle ore 13.00


Assessore : _

Sede : Via Pulvirenti, 4 - 4° piano
Telefono Tel. Tel. 095 742-2708
fax fax  095
-311582

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