Comune di Catania

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Oggi 02/12/2008 ore 7.53



Interporto Catania s.p.a.

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NOZIONE

L'Interporto si configura come un centro di trasporto ed interscambio delle merci dotato di impianti capaci di integrare il trasporto ferroviario e quello su gomma. Le infrastrutture di base sono costituite da fasci ferroviari e strade interconnesse, oltre ad aree per lo stoccaggio delle merci in ariivo ed in partenza, nonché un'area destinata ai servizi generali (ristorazioni, posto di Polizia, Ufficio postale, banca, pronto soccorso, eccetera).

OBIETTIVI GENERALI

L' incremento degli scambi di merci ha generato una crescita geometrica del trasporto su gomma no, avendo altre modalità di trasporto sufficienti infrastrutture per accogliere neppure l'incremento del traffico merci. In proposito va detto che l'80% delle merci viaggiano in Italia su strada nonostante il nostro Paese abbia un'estensione di oltre 2000 Km di coste e si presti bene al capodaggio marittimo solo se una ventina dei 120 portie esistenti fossero dotati di un minimo di infrastrutture per l'intermodale e fossero gestiti con criterio di managerialità. L'obiettivo degli interporti é di trasferire una quota considerevole di mezzi viaggianti dalla strada alla ferrovia soprattutto per i percorsi superiori ai 400-500 Km.



IL PIANO GENERALE DEI TRASPORTI

Nel 1986 l'Italia si dotò di un piano generale dei trasporti (Prt) che introdusse per la prima volta il concetto di intermodalità e la nozione di interporto prevedendo una prima rete di 7 interporti di 1° livello, tutti ubicati al Nord eccetto uno solo; nel Mezzogiorno, quello di Napoli, e una decina di interporti di secondo livello. Catania, nonostante qui operasse un terminal intermodale della Cemat, non venne inclusa nella lista degli interporti di 1° livello previsti dalla legge240/1990 per l'inerzia della classe politica locale e regionale di quegli anni. La stesura del piano completo degli interporti venne demandato al Cipet, un comitato interministeriale non più esistente, che alla vigilia delle elezioni del 07 aprile 1992 approvò uno schema che prevedeva ben 30 interporti di 2° livello, di cui due, Catania-Bicocca e Termini Imerese, in Sicilia. Entrambi sono stati a loro volta inclusi nel Piano regionale dei trasporti (Prt), approvato nel 1984 dalla Regione siciliana, nonché nel Piano di sviluppo della Provincia regionale di Catania.

I GIORNI NOSTRI

Nove interporti sono già stati finanziati per 483 miliardi: sono quelli di Torino, Milano, Verona, Padova, Rivalta Scrivia (Alessandria), Parma, Bologna, Livorno e Napoli. Molte altre città hanno nel frattempo dato vita ad iniziative locali. Sono Vado Ligure, Novara, Bergamo, Cervignano del Friuli, Prato, Ancona-Pescara, Bari, Cagliari e Catania-Bicocca. Nel 1995 stata costituita la società Interporto con due miliardi di capitale sociale sottoscritti da Camera di commercio e Comune di Catania, Regione siciliana, Apindustrie, Assindustria, Ance, Camera di commercio di Ragusa,Lega coop, Cas, che deve occuparsi di progettare, realizzare e gestire l'infrastrutture.

L'INTERPORTO PER LA SICILIA

L'Interporto di Catania - per la cui realizzazione il ministero dei Trasporti ha assegnato a Catania un finanziamento di 19,5 miliardi, pari al 60% degli investimenti previsti per l'opera - costituirà la struttura portante di una rete logistica siciliana, che potrà prevedere, oltre all'interporto di Termini Imerese, centri intermodali nei principali bacini di traffico e una serie satellitare di autoporti. Ma c'è di più. Nonostante la penalizzazione subita da Catania ci sono tutte le condizioni perché il nostro Interporto possa essere inserito in una rete logistica europea che si sta delineando a livello della Direzione generale VII della Commissione europea.

I benefici e le ricadute per Catania e la Sicilia Da analoghe esperienze in corso di realizzazione sia in Italia, sia all'estero giungono conferme importanti sulla possibilità di stimolare lo sviluppo economico ed occupazionale. Infatti, ad ogni metro quadrato di un Interporto si stima possa generare un migliaio di nuovi posti di lavoro. Ma c'è di più: gli imprenditori stoccare le merci nei depositi e nelle aree dell'Interporto, riducendo i costi di magazzino e rendendosi, dunque, più competitivi sul mercato a tutto vantaggio dell'economia. Una struttura che potrà agevolare sicuramente i trasporti rendendoli più economici, più sicuri, più rapidi, riducendo i costi, decongestionando il traffico ed arrecando benefici all'ambiente.